è il nuovo visionario progetto di Donato Piccolo, a cura di Isabella Indolfi.

 

Thinking the Unthinkable

 

Partendo da una riflessione sull’intelligenza artificiale, l’artista ha realizzato una nuova serie di opere che indagano il rapporto tra artificio e natura, tra macchina e scultura.
Funambolo sulla linea immaginaria tra l’arte contemporanea, la scienza e le nuove tecnologie, Donato Piccolo gioca con gli elementi con uno spiccato senso dell’ironia che diventa un metodo per interrogare l’evidenza, demistificare la tecnologia, testare i confini del pensabile e produrre quell’incertezza utile a rivelare contraddizioni e paradossi.

“Thinking the unthinkable” è una metafora, un esperimento sui limiti e le possibilità dell’uomo, è un’indagine sugli aspetti cognitivi che modificano la realtà e non ci permettono di distinguere tra ciò che vediamo e ciò che realmente è, modificando l’idea che abbiamo del rapporto tra soggetto ed oggetto.

“Thinking the unthinkable” è una grande e complessa installazione in movimento che gioca con i principi fisici, elettronici, dinamici ed elettromagnetici e li applica ad un sistema di pensiero dove la macchina ha senso solo come pura astrazione dello spirito umano.
Un insieme di sculture cinetiche fatte di protesi, oggetti e meccanismi celibi, fanno parte di un unico “corpus” dinamico, smembrato e vagante tra i confini di arte e scienza; un corpo artificiale che ci osserva e ci parla, raccontandoci un mondo a testa in giù, dove le cose assumono significati diversi a seconda della prospettiva da cui le si guarda: “Tutto quello che non riusciamo a capire è dentro il nostro cervello / Tutto quello che non riusciamo a vedere è dentro i nostri occhi / Tutto quello che non riusciamo ad immaginare è il nostro futuro”. (leggi il discorso dell’umanoide).

Il progetto “Thinking the unthinkable”, curato da Isabella Indolfi, è nato grazie alla collaborazione di diverse realtà russe, tra cui il prestigioso North-Western Branch of the National Centre for Contemporary Arts - ROSIZO - museo e centro di produzione dell’arte contemporanea supportato dal Ministero della Cultura della Federazione Russa - e il Cyland Media Art Lab, organizzatore del più importante festival russo di arte e tecnologia. Fondamentale è stato il contributo della Galleria Mario Mazzoli (Berlino/Modena), che da anni segue la ricerca di Donato Piccolo.

Il progetto è stato presentato per la prima volta al pubblico con una mostra personale allo Youth Education Center of The State Hermitage Museum di San Pietroburgo, inaugurata il 7 Novembre 2017. Da qui parte il tour con un fitto calendario di eventi: prossima tappa il 7 Dicembre al Media Center di New York in occasione del CYfest, poi nel 2018 al MAXXI di Roma (IT) con il Media Art Festival e infine al NeON Festival di Dundee (UK); il resto del tour è ancora in via di definizione.

Verrà realizzato un catalogo del progetto, edito da Maretti Editore.

 

Il progetto è realizzato grazie al sostegno di
North-Western Branch of the National Centre for Contemporary Arts - ROSIZO (NCCA)
Student Educational Center of The State Hermitage Museum
Cyland Media Art Lab
Galleria Mario Mazzoli (Modena / Berlino - Italia) 

si ringrazia per la realizzazione del progetto
Marcello Mangione | Elmann
Alexey Grachev | Cyland Media Art Lab
Amedeo Lepore | Prodron s.r.l.
Andrea Sartori | MakeinBox
Aldo Filippi, Alessandro Colacino, Curti Giulio | Fablab Lazio
Edoardo Ciniglia | sound engineer
Celia Noemi Rucci | designer
Oxana Agadzhanova | designer

Media partner
Emanuele Marziani | Dogma01.it
Marco Gradari | MGVision 

 

BIOGRAFIA

Donato Piccolo (Roma, 1976) ha partecipato alla 52 e 54 Biennale di Venezia ed esposto in importanti musei in in tutto il mondo: Himalayas Art Center, Shanghai (China) / Centro de Desarollo de las Artes Visuales de Havana (Cuba) / MAXXI e MACRO, Roma / Cini Foundation, Venezia / Fondation Francès, Senlis, France / Galleria Civica, Modena / Boghossian Foundation, Brussels / Beyond Museum, Seoul / George Kolbe Museum, Berlin / StadtGalerie Museum, Kiel, Germania / ISCP, New York (USA).